Ma che rapporto c’era tra Margherita Cambiagio e Alice Psacaropulo? Chi era Margherita? Margherita Cambiagio era la nipote della nobile friulana Lucia de Reya e del barone siciliano Rosario Currò. Le biografie di Currò immortalano un personaggio davvero indimenticabile, per il suo incedere un po’ curvo, i mustacchi alla Napoleone III, ma soprattutto per la sua generosità. Generosità che gli vale onori e busti, come quello incontrato salendo le scale, opera del 1882 di uno dei pochissimi esponenti di rilevo della scultura triestina della seconda metà dell’Ottocento, cioè Giovanni Depaul; oppure ritratti, come quello che troviamo qui, nel ‘corridoio veneziano’, commissionato intorno al 1875 a uno dei padri dell’arte moderna triestina: Eugenio Scomparini. Ma di Rosario Currò si scrive anche nei primi manuali ad uso dei futuri operai italiani, manuali che contenevano quelle gallerie di viri illustres che si erano distinti per meriti professionali e dai quali gli scolari dovevano prendere esempio.
Rosario era nato nel 1813 da una famiglia di piccoli mercanti del catanese, e pare che, sospetto di cospirazione politica, era stato arrestato dai Borbone, costretto ad abbandonare gli studi e a dedicarsi alla malandata attività familiare. Nel 1835, per provare a dare una svolta alla sua vita, si era imbarcato con un carico di agrumi per l’America, dalla quale era tornato con caffè, tabacco e legname. Ma è qui a Trieste, dove sceglie di trasferirsi due anni dopo quell’impresa, nel 1837, che inizia la sua fortuna di commerciante, che nasce il self-made man: è qui che impianta la sua ditta di import export, la “Fratelli Currò” e inizia ad accumulare, oltre a grandi ricchezze, incarichi pubblici e onorificenze sia italiane sia austriache. E c’è un’ultima impresa che suggella una vita piena di successi. Quella del 1876, quando la città di Catania lo elegge a far parte della delegazione costituita per presenziare la cerimonia di esumazione e trasporto in patria dei resti del compositore catanese Vincenzo Bellini, che si trovavano nel cimitero di Père-Lachaise di Parigi. È la leggendaria Traslazione delle ceneri di Bellini (raffigurata anche da Lorenzo Gatteri in un dipinto conservato al Museo Teatrale Schmidlt di Trieste). Una di quelle imprese che, a metà tra racconto agiografico e slogan propagandistico, avevano il compito di corroborare la nuova identità nazionale.
Dall’unione di Rosario e Lucia de Reya nascono quattro figli: Antonietta, Adele (la donna fotografata nell’ovale), Rosario junior (che incontreremo nel Soggiorno) e Vittoria. Adele Currò, era stata data in moglie al socio della ditta ‘Currò’, Luigi Cambiagio, e dalla loro unione era nata Margherita, che possiamo ammirare ritratta di profilo, in modo quasi rinascimentale, dalla sua ultimogenita: Alice Psacaropulo. Nel 1909 Margherita sposerà un commerciante di origini greche, Giovanni Psacaropulo, per tutti ‘Ianni’. Dalla loro unione nasceranno altri tre figli: Giorgio, Adelina e Alessandro, architetto e scultore allievo di Attilio Selva a Roma che avrebbe avuto un ruolo decisivo per introdurre la giovane Alice negli ambienti veneziani.
